cuore di luce

Lavoro gruppo Luana - Quercianella 2011

Verbale del gruppo di Luana

Prima di tutto Luana ci chiede: “Perché ognuno di noi è qui oggi?”

Davide: “Per imparare a stare meglio con me stesso e con gli altri”.

Valeria: “Perché c’è Fabrizio ma forse anche per me stessa”.

Claudio: “Per isolarmi dalla confusione del mondo e riflettere su noi stessi. Per ritrovarsi e per stare meglio”.

Lara: “Sono venuta qui per sentire le mie emozioni senza filtri, né barriere”.

Marzia: “Sento che il lavoro di gruppo mi fa bene e mi migliora”

Fabio: “Frequento il gruppo perché c’è la Gianna e mi piace questo modo di lavorare per cercare le energie sia per me ma anche per migliorare il mondo. Parte da noi stessi il cambiamento per cambiare il mondo. Insieme si fa di più. Gli argomenti come non giudicare, non avere aspettative sono importanti perché il mondo oggi è pieno di indifferenza e bisogna aumentare l’attenzione verso gli altri e verso chi ci circonda”

Caterina: “Sono venuta qui nella certezza che in questa situazione sarei stata bene. Ritagliarsi 48 ore di quiete è un lusso e ho la percezione di fare qualcosa per me stessa. Condivido ciò che ha detto Fabio. Mi piace poi questa semplicità con cui affrontiamo certi temi così profondi”.

Maria: “Sono qui perché credo di essere stata chiamata, nel senso che ho iniziato da tempo un mio percorso interiore. Poi ho trovato la Roberta e ho deciso di lasciarmi andare, pensando di essere stata chiamata. Penso che ci stiamo tutti incontrando di nuovo”

Luana: “È una libertà questo gruppo. Mi sento IO con tutti e sto bene per la prima volta in vita mia e sono molto grata perché non mi sento giudicata e posso esporre con sincerità”.

Parla Valeria e poi Luana su quando e come è partito il gruppo, su come Fabrizio ha creato Prana 2000, circa 11 o 12 anni fa (e poi viene fuori la data del 1997). Marzia dice che il gruppo si è ingrandito perché gli altri ci vedono stare bene e Valeria dice che si percepisce questo. Luana mette in evidenza la grande libertà di dire e di fare all’interno del gruppo.

Caterina: “Nello scritto che abbiamo portato oggi mi è venuto di fare delle considerazioni tra l’anno scorso e quest’anno. E ho fatto dunque una relazione sugli argomenti di cui abbiamo parlato anche ieri: il non giudicare, la non aspettativa e l’accettazione.

E qui ognuno di noi legge il proprio scritto che dovevamo preparare per il ritiro a Quercianella.

Maria: “ Ho cercato e non mi veniva in mente niente da scrivere. Poi ho riletto il mio diario trovando una risposta che cercavo l’anno scorso. Mi chiedevo infatti quale fosse il mio compito nella società e se può esser vissuto con il mio percorso spirituale? Un anno fa mi ero risposta che era possibile facendo qualche attività come il teatro. Ma era giusto?
E poi l’8 giugno ho scritto: basta comportarmi in modo naturale, senza aver aspettative e cercando di non giudicare. Grazie alla meditazione mi sento più forte e decisa. Grazie”.

Marzia: “Apertura del cuore, perché porta serenità e lucidità. L’insicurezza e le debolezze invece mi fanno perdere il contatto con ciò che è. Ho però modificato tanti schemi e certe cose non pesano più. Sento il cambiamento ma il cammino continua. Mi sembra un cerchio dove c’è volontà, forza e fiducia”.

Lara: “Mi sento molto fortunata a vivere in questo momento, a vivere in questo posto e sono grata a Dio di aver incontrato il gruppo, la meditazione. Mi sento migliorata ma ancora ho tanta strada da fare! Sto cercando di imparare a fidarmi di più delle mie emozioni, del mio cuore, del mio sentire le energie delle cose e delle persone. E anche questo per me significa crescere e volermi più bene”.

Claudio: “Consapevolezza del giudicare. Come non ricadere in questi sbagli? Essere consapevoli di ciò che ci circonda: accettiamo le cose che arrivano, bisogna pensare al nostro cammino e invece non sempre ci si sofferma. Ogni discorso che facciamo ci aspettiamo una risposta che magari arriva diversa scatenando così delle energie che fanno male agli altri e a noi stessi. Questo nostro perbenismo scaturisce da delle forze dentro di noi e dobbiamo capire se la nostra reazione proviene dal cuore o no.
Non giudico: accetto. Cosa mi ha dato la vita oggi? Cosa aspetto? Niente e tutto. Bisogna migliorarsi.
E poi il karma: evitando di dare giudizi. Che gli altri prendano le proprie decisioni. Sono gli altri che devono prendere per buone o no le mie parole.

Caterina: “Un anno fa avevo problemi con la collega e vedevo sleale la collega nelle mie aspettative. Ad un anno di distanza mi sento cambiata e vivo meglio e più intensamente il mio quotidiano. Mi riconosco di giudicare ancora ma cerco di essere più consapevole e una lucidità diversa regna su di me”.

E qui Luana interviene dicendo che sono quelli che ti fanno più male che ti insegnano di più.
Davide non ha scritto, ma a proposito del non giudicare, no aspettative e accettazione dice: “Sto meglio, il giudizio c’è ancora perché sento anche il giudizio degli altri che mi da molto fastidio, specie se ci azzeccano. Però mi sento un po’ più libero”.
Maria dice che bisogna comunicare e cominciare ad esternare e dire ciò che si prova.

Qui si apre una riflessione sulla gentilezza che viene scambiata per debolezza, specialmente sul posto di lavoro.
Caterina: “ Ci sono dinamiche che portano alla sopraffazione e al pettegolezzo”.
Lara: “Anche io sento che con i miei colleghi di lavoro sono stata troppo permissiva e questa mia voglia di pace e armonia è stata scambiata per remissività e debolezza. E ora sento invece che devo dire con cortesia, ma anche con determinazione, quando c’è una cosa che non mi va”.

Claudio: “Quando ero al lavoro spesso cercavo di prendere le cose con ironia e con più leggerezza”.

Caterina: “Sono comunque grata alla mia collega perché ho imparato dal suo modo di fare e ho dovuto appropriarmi anche delle sue qualità. Le persone intorno ci fanno crescere”.

Arriva Maurizio. Luana chiede anche a lui perché è qui. Maurizio: “Perché c’è la Paola e voglio condividere questa situazione con lei e con il gruppo. E poi qui ho dei ricordi legati al passato e mi fa piacere ritornare in questi luoghi dopo tanto tempo”.

Caterina: “Vorrei far presente a Davide che è stato davvero bravo a portare i suoi genitori qui al ritiro. Non tutti sono capaci di coinvolgere gli altri in queste cose, soprattutto i genitori, e in particolare il padre”.

E tutti siamo d’accordo su questo.
Poi si apre una riflessione. Fabio dice di sentirsi fortunato per la famiglia dove ha vissuto e forse anche per il periodo in cui ha vissuto i suoi anni da ragazzo, in un periodo di contestazioni, di fermenti, con gli hippies, i figli dei fiori, ecc. Poi sono invece arrivati gli anni ottanta che per lui sono stati sinonimo di repressione, consumismo, superficialità. È vero che siamo noi a scegliere come vivere però ci sono anche cose esterne molto forti, come la televisione, il lavoro, la fretta che ci condizionano. Secondo Fabio per trovare la verità e avvicinarsi alla verità bisogna trovare l’equilibrio tra spiritualità e razionalità.

Maria: “È anche perché faccio il mio lavoro che ho iniziato un mio percorso personale e spirituale perché ho iniziato sempre più a mettermi in discussione e a guardarmi allo specchio”.

E qui di nuovo si parla di fiducia nell’umanità: Fabio ne ha molta e Maria dice che forse in questo momento gli uomini stanno cercando di alzare la testa perché ci siamo trovati imprigionati. Lara poi dice che la natura con i suoi cataclismi è qui per ricordarci che noi uomini siamo parte di essa e non possiamo solo domarla.
Marzia dice: “Secondo me cambia tutto se parte dall’individuo, cercando di svincolarsi dai condizionamenti della società e se riesco a capire di non aver bisogno di tante cose”.

Anche qui si apre un dibattito sulla “rivoluzione”, che può essere storica e della comunità, ma deve partire prima di tutto da noi stessi.
Lara dice che spesso manca quello che viene definito ‘buon senso’e Claudio è d’accordo dicendo che bisogna anche ammirare la natura e rispettare delle regole per potersi rispettare.

Si è fatto già quasi mezzogiorno e Luana dice di spostarci per fare contemplazione. Ci spostiamo dunque alla terrazza e decidiamo di contemplare il mare davanti a noi. Luana confida più tardi che ha visto Valeria commuoversi ed emozionarsi durante la contemplazione e questo l’ha molto colpita.

FINE VERBALE

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Riassunto che Luana ha letto a tutto il gruppo durante l’incontro del sabato pomeriggio.

11 giugno 2011
Mattinata di condivisione a Quercianella

Ho chiesto perché ognuno di noi è qui e tutti del gruppo, più o meno, mi hanno risposto che fa bene, migliora e aiuta a riflettere su se stessi.
Davide per imparare a stare meglio con se stesso e con gli altri.
Valeria per Fabrizio e per se stessa.
Maurizio per condividere con la Paola e poi in questi luoghi ci è già stato in passato e voleva rivederli.
Claudio per isolarsi dalla confusione del mondo e riflettere su noi stessi, ritrovarsi e stare meglio.
Lara per sentire le proprie emozioni senza filtri, né barriere. Marzia perché il lavoro di gruppo le fa bene e la migliora.
Fabio per seguire la Gianna e cercare di conciliare prima di tutto noi stessi e il mondo e aumentare l’attenzione verso gli altri e ciò che ci circonda.
Caterina: Nella certezza di stare bene e la percezione di fare bene per se stessa e per gli altri condividendo anche il pensiero di Fabio.
Maria: è qui perché si sente come chiamata, ha conosciuto la Roberta e si è lasciata andare seguendo l’istinto.
Luana: è una libertà questo gruppo, mi sento IO con tutti e sto bene per la prima volta in vita mia e sono molto grata perché non mi sento giudicata e posso esporre con sincerità.

Poi abbiamo letto ciò che ognuno di noi ha scritto senza giudizio, parlando di come ognuno di noi cerca di non giudicare, di non avere aspettative e di accettare ciò che la vita ci mette davanti ed è un primo passo per renderci consapevoli che la vita si può prenderla anche in un altro modo, partendo da noi stessi, non rimanendo attaccati al giudizio degli altri e delle loro emozioni.

È stata una bellissima mattinata piena di sole, vicino al mare che con il suo movimento ondoso ci riconciliava con tutto il mondo. La condivisione che abbiamo avuto è stata costruttiva, piena di consapevolezza per gli altri e per noi stessi. Quando saremo a casa avremo il ricordo di questo fine settimana così intenso e costruttivo per quello che ognuno di noi si è proposto di fare, cioè vivere la vita con leggerezza e amore, comprendendo le debolezze che ognuno di noi ha e cercando di far del nostro meglio per superare tutte le prove che la vita ci darà.
Se nella nostra mente tratteniamo rabbia, l’invidia, la gelosia, i cattivi pensieri, il giudicare gli altri allora vivremo una vita grigia e pesante. Se invece riusciremo a volare alto, facendo scomparire tutti questi pensieri pesanti vivremo una vita serena, leggera e piena di amore e affronteremo le avversità con un altro modo.

Luana

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