cuore di luce

Il nostro treno

Il mondo e i suoi passeggeri viaggiano senza sosta, c’è poca Luce, c’è poca attenzione,  la vita scorre inesorabile e senza alcun controllo.

Tanti vagano alla ricerca della “felicità apparente”, che però non è in grado di restituire quella pace e quella serenità così tanto bramate.

Cosa si può fare per arrestare questo treno che sembra non prevedere fermate?

Prendere  in mano la vita, scegliere di essere il macchinista del proprio treno e del proprio percorso, nella consapevolezza di essere l’unico responsabile del viaggio intrapreso.

Può essere una presa di coscienza dolorosa ma è l’alternativa per scendere, per riuscire a sbarcare da una fuga senza fine, per riprendere il comando della postazione e per diventare “clandestino” del mondo in fuga.

All’inizio ci sentiamo “clandestini” anche nei confronti di noi stessi, e questo ci blocca, non ci si riconosce e fuori dal treno in fuga si reagisce con la convinzione di sentirsi persi, si cerca di abbandonare le vecchie abitudini ma stentiamo a rimetterci in moto, e poi arrivano le paure, quelle che ci chiedono di ritornare a bordo, di risalire nel vagone della non-consapevolezza e di continuare il viaggio al sicuro insieme agli altri.

Ma via via che si allenta il vagare senza meta e si pone l’attenzione al proprio treno, si sente di rimanere in movimento, e in questo movimento c’è anche lo spazio per fermarsi.

Si comincia così a prenderci uno spazio, a donarci un attimo, sapendolo accogliere dentro di noi, e così un passo alla volta, si inizia a riflettere e a rivolgere l’attenzione su di noi, su chi siamo e cosa vogliamo essere, e su dove andare.

E così la figura del “clandestino” non ci spaventa più, ci diventa sempre più familiare e ci comincia a piacere perchè si riesce ad alzare la testa, a pensare con la propria testa, a guidare finalmente il treno della nostra vita.  Finalmente si scorgono nuovi e più ampi orizzonti, si comincia a “sentire” la vita attribuendole quell’attenzione e quell’importanza che la rende unica e magica al tempo stesso.

Paola

29 settembre 2012

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