cuore di luce

La Via del Cuore

Gli uomini da sempre hanno vissuto cercando, e davvero hanno cercato tanto e trovato molto, ma pochi hanno scelto di cercare le cose più importanti e di seguire la via del cuore.
Continuano ancora a cercare, ma con la loro smania di misurare e di scientificamente dimostrare, hanno dimenticato di guardare dentro se stessi, ed ora non sanno più godere delle cose semplici, tipo le sensazioni e le emozioni che possono nascere guardando un fiore. Hanno soffocato dentro di se ogni forma lieve e sottile del sentire. Proprio questa è la ragione principale che impedisce loro di vedere la via che porta alla conoscenza e alla consapevolezza del cuore.
Non riescono più a rilassarsi e ad abbandonarsi ai semplici piaceri, vogliono controllare tutto perfino le loro emozioni e non fanno attenzione nemmeno a quello che pensano, non sanno che ogni azione parte dal pensiero, per cui alla fine pochi sono realmente consapevoli di ciò che fanno. Dunque spesso non sanno di essere vittime inconsapevoli della messa in atto dei loro più forti e ripetitivi pensieri, si sforzano di controllare sempre tutto, soprattutto, perché temono lasciandosi andare, di affogare nell’inconscio del loro mare interiore.
Si sono costruiti un Io pieno di sicurezze, basandosi sull’esperienza terrena, ed hanno perfino dimenticato che la terra ha bisogno dell’acqua per diventare fertile, così come noi abbiamo bisogno di entrare nel mare del nostro inconscio per rendere fertile la nostra vita.
La terra e l’acqua ci appaiono due elementi diversi e divisi, ma la vita sulla terra dipende da entrambi. Ma allora perché si pensa che sia vera solo la parte della vita materiale e quasi del tutto si evita il proprio mondo interiore? Il regno dei sentimenti e dell’amore? Sappiamo che il mare nasconde tanti segreti che ancora nessuno conosce, allora si può pensare che anche nel nostro inconscio ci siano delle cose importanti da conoscere sia di noi stessi che del mondo.
Il controllo è giusto e serve per vivere sulla terra, ma ci impedisce perfino di galleggiare nel mare dei nostri sentimenti che reclamano più rispetto ed attenzione.
Entrare nel proprio mondo interiore è la grande prova che ogni uomo prima o poi si trova costretto a dover affrontare.

Con la forza e la volontà dell’Io gli uomini credono di poter controllare tutto, ma non possono, né soffocare né controllare le emozioni che aprono la porta al loro cuore e all’esperienza della gioia e dell’amore. Più tentano di soffocare le emozioni, più affogano in quell’inconscio che si rifiutano di guardare.

Con la consapevolezza dell’Io, gli uomini dovrebbero almeno capire il potere del pensiero. Si vede quello che soprattutto si pensa di vedere, in questo modo la volontà nasce dalla testa ma non dal cuore. E’ comunque un tipo di volontà che ha aiutato gli uomini a sviluppare l’intelligenza, a  scoprire e ad inventare infinite cose che hanno trasformato e tuttora stanno cambiando il mondo sulla terra, ma che non ha debellato l’infelicità. Gli uomini non sono felici e forse hanno perfino dimenticato che la felicità possa esistere ed è possibile viverla sulla terra.
 
Il presente degli uomini di oggi appare vuoto, privo di significati, un vuoto che obbliga gli uomini a vagare qua e là senza trovare niente che li appaghi. Si sentono sbatacchiati dagli eventi della vita come se avessero perso la volontà ed anche il controllo di se stessi. Vivono senza pace ed hanno perduto il senso della vita e per questo il dolore e la paura di non esistere li attanaglia. Incapaci di ascoltare il lamento che nasce dal profondo del loro cuore che invoca pace e serenità.
Molti continuano a ripetersi: ho tutto quello che comunemente una persona desidera: successo, lavoro, famiglia, ma non sono felice perché è come se mi mancasse qualcosa che non ho mai trovato forse ma forse perché non l’ho mai cercata.
Tutto il problema nasce dal vuoto che via via sorge nel presente. Il vuoto spaventa perché ci appare come il niente della morte, per questo facilmente ci attacchiamo al passato impedendo a questo di finire, questo crea un blocco che ci impedisce di cambiare e quindi di uscire da una sofferenza che non avrebbe bisogno di esistere. Ci condanniamo a vivere nel vuoto del presente che sempre più divide la nostra vita passata da quella futura. Ci nutriamo di infelicità e la nostra vita si svuota sempre più di ogni entusiasmo e piacere. E’ la mancanza di piacere che crea il vuoto dentro di noi, un vuoto che ci appare incolmabile perché sempre più ci allontana da noi stessi e dalla nostra vera essenza.
La cosa ancora più assurda dipende dal fatto che quasi tutti gli uomini di oggi hanno raggiunto e molti lo stanno ultimando il ciclo della maturità, significa che sono pronti a saltare nel nuovo ciclo, fra l’altro inevitabile che sta  davanti agli occhi di tutti.
La vita si articola secondo la legge delle fasi cicliche: notiamo che tutti abbiamo cominciato con il ciclo dell’infanzia che finisce integrandosi nel ciclo dell’adolescenza, che a sua volta si integra nella maturità. Niente viene perduto o dimenticato di quello che abbiamo vissuto, ma nessuno può tornare ad essere un bimbo o un adolescente. Dunque va accettata la fine di ogni ciclo in modo che questo possa integrarsi al ciclo successivo: come un sasso che cade nell’acqua forma tanti cerchi: il più piccolo crea sempre il più grande, ma tutti derivano dalla stessa causa (il sasso caduto).
E’ dunque necessario riconoscere il ciclo che stiamo attraversando, e poi  accettandone la fine possiamo entrare in quello successivo, la Maturità.
Il ciclo della maturità è quello che maggiormente imprigiona gli uomini perché oltre a quello vedono solo la vecchiaia e la morte. Questo crea un vuoto dentro l’individuo che non riesce a vedere una via d’uscita.
La morte appare all’uomo come un vuoto incolmabile ma solo accettandolo si può passare al ciclo successivo, quello della vita dello spirito.

La morte come la fine di ogni cosa non significa non esistere più ma sono solo momenti inevitabili di vuoto che creano il passaggio ad un ciclo successivo. Senza accettare tali momenti si rimane intrappolati in ogni fine, perché ci neghiamo ogni possibile nuovo inizio: la fine può essere solo e sempre un nuovo inizio come ogni inizio porta con se la sua stessa fine. La morte come viene generalmente concepita non esiste, esiste solo il vuoto inevitabile che precede ogni nuovo inizio.

Ma chi è che ha paura della morte? Dovemmo domandarcelo ogni volta che si presenta la fine di qualcosa. Può essere solo il nostro Io perché è lui che non crede all’eternità, in quanto lui è solo uno strumento che ci serve ad affrontare praticamente la vita, fino a quando vivremo sulla terra l’Io non deve morire perché ci servirà, dobbiamo però lasciare andare le sue sicurezze, quelle che ci allontanano dal percepire oltre noi stessi e oltre la nostra vita attuale. Un Io forte e sicuro crede solo nelle sue certezze, quindi soffoca l’energia che nasce dal cuore e segue solo ciò che con la testa l’uomo pensa e riesce a capire. E’ l’Io che ha paura di morire perché teme di non esistere più e quindi è proprio l’Io che ci impedisce di cambiare, crescere ed evolvere.
Per  questo gli uomini stanno perdendo la fiducia in se stessi e non credono in un mondo migliore. Hanno dimenticato che nel  cuore di ognuno c’è un eroe che aspetta solo di essere chiamato per partire alla ricerca di quello che manca al loro regno. Questo significa che il nostro Io deve trasformarsi in eroe e finalmente trovare il coraggio e la fede per poter affrontare quelle prove che libereranno il cuore dalle catene che lo tengono imprigionato. L’Eroe, questa figura archetipo, viene soffocato dall’Io ma al tempo stesso l’Eroe senza il senso pratico dell’Io non può portare a termine le sue incredibili imprese e l’Io senza la forza ed il coraggio dell’eroe è  destinato a soccombere ed a soffrire sempre, perché non è capace di ricevere il coraggio che solo può nascere dal cuore e superare i limiti di se stesso.
Eppure un gran lavoro gli uomini l’hanno fatto: le fiamme della rabbia, delle gelosie, la smania delle conquiste e dei successi personali, si sono quasi spenti, quindi sono pronti a saltare nel grande vuoto del cuore ed iniziare il grande ciclo che inevitabilmente riporta tutti nel mondo terreno del vero spirito.
Ma gli uomini non capiscono e continuano a portarsi sulle spalle gli inutili fardelli di un passato finito da tempo. E ancora più assurdamente continuano a lamentarsi della loro vita considerandola inutile, vuota e senza senso. Il problema è che non accettano il rischio del cambiamento. Così il loro cuore rimane chiuso e non possono accedere alla loro coscienza, la sola che può suscitare in tutti il coraggio di cambiare.
Per aprire il cuore è necessario saltare in tutti i vuoti che si sono creati nella nostra vita, in modo da accettare la fine e capire il senso che rimaneva nascosto in quei vuoti. Più il vuoto ci appare grande, più grande è la paura di affrontarlo, non farlo ci priva del senso di esistere.
Solo nel cuore si può provare e godere di certe emozioni lievi e dolci che ci permettono di ricevere tutto l’amore che si desidera e che ci serve, ma anche di più e sempre di più.

L’amore del cuore non si vuota quando l’oggetto d’amore scompare, perché è nel dare che riceviamo l’amore, per questo non può finire mai, e la gioia si moltiplica e la paura della fine, della morte e del vuoto miracolosamente scompaiono.
Infine l’amore del cuore ci apre alla visione di un mondo parallelo al nostro, che da sempre ci accompagna anche se lo abbiamo sempre ignorato.
Ogni volta che ci neghiamo l’amore scegliamo di vivere nella sofferenza.  Inutile dire che ci manca perché l’amore c’è sempre intorno e dentro di noi, basta solo un po’ di attenzione e tutti i vuoti magicamente si riempiono di gioia e serenità.

Quando percepiamo il nostro cuore vuoto, dolente o freddo, manca del nostro amore. Quando il cuore si chiude, non siamo capaci di ricevere né di dare amore; quando percepiamo la vita sterile e vuota è perché non permettiamo alla luce del cuore di illuminarla. L’amore è quel filo che lega ogni ciclo a quello successivo, senza l’amore, la vita si divide in tante parti scollegate, che formano altrettanti compartimenti stagni, è questo che ci toglie la forza e la volontà di vivere e di esistere. Sostituiamo l’amore con la rabbia, e le frustrazioni diventano il nostro principale nutrimento, l’amore intorno a noi continua ad esistere ma non siamo più in grado di riconoscerlo e di riceverlo.
In fondo al cuore di ognuno c’è sempre una luce, basta nutrirla per farla crescere e risplendere in tutto ciò che viviamo.
Per poter raggiungere il centro del cuore, basta permettere a qualcosa di toccarci il  cuore.
Infine riusciremo a stabilirci nel centro del cuore, dove esiste solo e sempre calma e pace. Inizio e fine, vita e morte non divideranno più il nostro cuore in due metà, così come nella profondità del mare, le onde e le burrasche si verificano solo in superficie, nella profondità regnerà solo la quiete.
Nel centro del cuore non saremo più coinvolti nel ritmo degli opposti pur essendo coscienti della diversità delle due parti e del peso più grave dell’una o dell’altra a seconda del momento, non ci sposteremo mai fuori dall’equilibrio del nostro centro.
Il lavoro nel cuore è quello di ricreare un giusto rapporto tra le due parti, questo è il passo che ci porta verso l’interezza e ci potremo così abbandonare  al tutto infinito ed eterno.
I pensieri finalmente potranno radicarsi nel cuore invece che le aspettative dell’Io, questi ci appariranno così limpidi e chiari, e ci guideranno verso le azioni più giuste che ci aiuteranno a superare i nostri limiti.
Tutto inizia dalle cose che toccano il cuore, il cuore si apre e cominciamo ad intuire e ad entrare nel mistero della vita, cominceremo a renderci conto dei doni miracolosi che essa continuamente ci dona.
L’unione c’è sempre e ovunque, e non può essere forzata. Ogni volta che la forziamo andiamo contro l’amore e contro il naturale movimento della vita che porta cambiamento e crescita in tutto. Il processo misterioso della vita continua la sua strada unendo, trasformando e migliorando tutto quello che a lui si affida. La vita è un processo che unisce tutto ciò che ci appare separato, l’unità esiste sulla terra come in cielo, è solo con la mente che vediamo separato. Lo scopo dell’apparente separazione  è quello di portarci la vera comprensione, tutto ci appare diviso ma se andiamo al centro troviamo sempre l’unione.
Nel cuore si comincia a formare una nuova coscienza. Ci siamo uniti al mondo divino dello spirito, e ora sappiamo che nel cuore di ciascuno il Dio Spirito e la Dea Materia danzano assieme dando continuità alla vita.
Stupore e meraviglia nascono dal cuore, nascono dalla visione di un altro mondo che ci accompagna da sempre. Sono emozioni che non si possono raccontare ma solo vivere.
Graziella

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