cuore di luce

La Bambina, che viveva in un mondo di suoni e di colori

C’era una volta una bambina che viveva felice con i suoi genitori, in una casa bella e confortevole, con un giardino che lei amava tanto: fiori, alberi e piante crescevano rigogliosi, anche se erano circondati dallo smog del traffico della strada.
In quel giardino lei entrava in un mondo magico, da fiaba, tutto si muoveva secondo una legge misteriosa, di ordine e di armonia a cui niente poteva sfuggire. Era proprio questa tacita armonia ad attrarla tanto.
Ogni mattina specie in primavera scopriva un fiore od una piantina nuova, tutto magicamente  nasceva, sembrava dal nulla e nel nulla tornava per rinascere ancora.
Dal silenzio ovattato dell’inverno improvvisamente arrivavano i fiori, annunciavano la primavera sbocciando nei loro mille colori, suoni e colori riempivano sempre di più l’aria e lei si domandava, ma da dove vengono? E come hanno fatto ad arrivare proprio nel mio giardino?
Alla primavera seguiva l’estate con l’esplosione degli alberi da frutto, ciliegie e susine erano i primi frutti, i primi doni dell’estate, che proseguiva rigogliosa e piena di forza; poi iniziava l’autunno, con i suoi colori caldi e i suoi suoni contenuti, annunciavano l’arrivo dell’inverno, che si presentava immobile e silenzioso, alberi spogli si mostravano nella nudità dei loro scheletri, in attesa delle nuove foglie che con la nuova stagione sarebbero sicuramente rinate.
In quel giardino magico tutto nasceva e poi moriva per rinascere ancora. Mistero e magia erano l’essenza della sua vita. Dal filo d’erba ad una piantina, fino ad un albero, ognuno con la sua sfumatura di colore e la sua nota musicale componeva  ogni giorno  una melodia diversa, inevitabilmente emozionante e bella.
A volte la bambina credeva  di essere la sola a godere di tutto questo. Pensava, forse anch’io quando sarò cresciuta non avvertirò più la bellezza e la  magia che in ogni attimo ci circonda. Ma non riusciva nè a pensare né ad immaginare un mondo senza magia.
I suoni e i colori del suo giardino si confondevano con i rumori della città, due mondi diversi che esistevano entrambi dentro di lei senza procurarle nessun turbamento.
Un giorno le regalarono un gattino, era una gattina tutta nera, vispa e sempre pronta a giocare con ogni cosa che vedesse muoversi. La bambina si fece ancora più attenta, non aveva mai provato nella sua breve vita quello che provava giocando con lei.
Era entrata nel mondo delle relazioni: qualcosa la legava a quel batuffolo nero, che interagiva alle sue carezze con balzi imprevisti e perfino graffi e morsi. Sentiva nascere dentro di sé delle vibrazioni, emozioni che non aveva mai provato guardando un fiore od altro nel suo giardino.
Un altro mondo si era aggiunto a quello del suo giardino e della città in cui viveva, la magia dei sentimenti, contrastanti e spesso confusi, non riusciva a leggerli chiaramente, ma anche questo era un mondo interessante da scoprire.
Un giorno purtroppo la gattina si ammalò, e niente riuscì a salvarla. L’esperienza della morte sconvolse per la prima volta la sua vita. Per la prima volta alla morte non seguiva nessuna rinascita. Ma allora si chiese, si nasce, si cresce e si muore, tutta qui è la vita? Non si sa nemmeno  da dove veniamo, dove stiamo andando e perché  viviamo? Queste domande rimasero a lungo senza risposta dentro di lei.
Per fortuna iniziò la scuola, scoprì il rapporto con i bambini come lei, si entusiasmò al punto da dimenticare il dolore della morte. Il suo giardino si popolò di bambini che giocavano felici donandosi ciascuno all’altro nuove esperienze, che portavano a ciascuno nuove conoscenze e arricchivano la vita di tutti. Il suo mondo ancora una volta era cambiato, e assieme ad esso anche la sua coscienza non era più la stessa.
Comunque tutto nella sua vita continuava ad essere perfetto, questo durò fino all’età dell’adolescenza. Improvvisamente senza sapere da dove arrivassero, quegli impulsi da prima strani, vibrazioni ed emozioni che senza un perché cominciarono a sconvolgere la sua vita. Senza saperlo era entrata nel mondo dell’attrazione, si sentiva irresistibilmente attratta verso l’altro sesso. Un potere immenso era come se si fosse  impossessato di lei,  poco gestibile, inspiegabile e sconosciuto. I vecchi rapporti ad un tratto si frantumarono, esclusi pochi che resistettero al suo cambiamento. I nuovi rapporti non l’appagavano più e spesso si domandava: ma davvero questo è l’amore? Sapeva solo che  quell’amore la faceva spesso scontrare con l’altro o con se stessa, e quando credeva che l’amore fosse finito, invece ricominciava a volte perfino più forte di prima. Cominciò a domandarsi, ma l’amore cos’è? E’ una fonte di piacere o di dolore? Anche questo interrogativo rimase in sospeso per molti anni dentro di lei.
Trovò l’amore e si sposò, ebbe due figli. Seguendo la loro crescita ripercorse al tempo stesso il suo cammino. Vide, che anche loro avevano vissuto la magia del giardino ed il rapporto felice  con gli altri bimbi.
Ora lei trovandosi ad osservare da un punto di vista diverso, essendo cresciuta, notò la miseria della scuola, così spogliata della magia, uccideva senza pietà sogni e fantasia nei bambini, niente più mistero, solo concetti pratici e modelli da seguire spesso inutili al fine individuale di crescita, e dannosi perché allontanano bambini e adulti dalla fonte della vita. Senza la magia del mistero, la vita perde di ricerca, di entusiasmo e di senso.  Soffriva per i suoi figli perché come lei si sarebbero trovati ad affrontare il periodo degli amori adolescenziali, privati della più elementare coscienza dell’amore. Per quanto esperti si prodigassero a dare informazioni riguardo al sesso, nessuno parlava mai di amore, senza l’amore rimane solo il sesso con tutte le sue componenti nocive ed inutili che soffocano l’amore e impediscono il cammino verso  di esso.
I figli cresciuti, e superata anche loro l’adolescenza, ora vivevano tutti assieme e insieme si domandavano: cos’è l’amore? A cosa serve vivere crescere per poi morire? L’amore è magia ma se non si crede più alla magia non si può accedere all’amore, ai suoi miracoli e al suo mistero. Si rimane intrappolati nella paura della fine e della morte, incapaci come siamo di vedere oltre.
L’amore spaventa, soprattutto perché si ha paura che finisca. Eppure tutti abbiamo sofferto per una perdita di una persona cara o di un lavoro o di una amicizia, ma davvero queste disgrazie hanno bloccato l’amore in noi stessi? Se il dolore è stato accettato e poi compreso, si può vedere e riconoscere ciò che è nato dentro di noi, sicuramente, più sicurezza e volontà di amare.
Quando i suoi figli si erano sposati, lei aveva vissuto il dolore della separazione, ma altri interessi erano nati, cose che non aveva mai avuto il tempo di fare, e che invece ora la stavano indirizzando verso una nuova crescita.
Un nuovo mondo era iniziato, un cambiamento che stava creando un rapporto più vero con i suoi figli  e con gli altri. Entrambi avevano scelto di tagliare i vecchi e inutili legami che solitamente imprigionano i genitori ai figli, e ora l’amore scorreva stabile e libero e senza fine, tra loro, gli altri e l’intero mondo.
Graziella

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