cuore di luce

Luoghi incantati - Il distacco

Erano molte settimane che non stavo bene. Mi sentivo confusa, instabile, infelice. Decisi di parlarne con un amico. Una persona che sta facendo un percorso particolare: con amore diffonde una filosofia di vita che mi aiuta a “crescere”.
Mi ascoltò… e mi parlò.
Al mi risveglio, nelle prime ore dell’alba del giorno successivo, le sue parole risuonavano nella mia testa.
<<…  impara a gestire le emozioni, ad affinarle.
Non rimanere dentro le emozioni che ti fanno stare male, che ti legano, che ti bloccano.
Vola alto.
Distaccati da quell’emozione pesante.
Portati in un luogo amato, quello in cui stai bene, ed osserva da lì la questione. Distaccandoti tutto prende un altro aspetto… più leggero; e vai oltre. >>
Avevo perso quell’equilibrio a cui tengo tanto. L’armonia. La mia pace interiore.
Avevo perso quello stato che mi fa avanzare inesorabilmente, anche se non ne sono sempre pienamente cosciente. Uno stato che non mi blocca come quel disagio.
Dovevo recuperare una cosa preziosa.
Il disagio che subivo in quel periodo, consisteva proprio nell’incatenamento ad una emozione. Frustrata, subivo tutto quello che mi accadeva intorno.
Un incomprensione con una persona che era forse sopravalutata da me, mi aveva messo in crisi. Ero diventata estremamente vulnerabile, fragile. L’equilibrio interiore mi sembrava far parte del passato. Mettevo persino in dubbio che quando lo avevo provato, fosse stato autentico. Mi sono fatta mettere in discussione, fino ad arrivare ad una dolorosa destabilizzazione.
Quale è stato lo scopo di tutto questo disagio, di tutto questo dolore?
La risposta è arrivata quando proprio non ce la facevo più, ed ho chiesto disperatamente aiuto. Dovevo imparare a gestire le emozioni.  Ad affinarle.
Le parole del mio amico mi hanno portato a cambiare atteggiamento.
Visualizzandomi su una delle “mie” isole, là dove mi sento profondamente serena, ho avuto modo di osservarmi a distanza. Mi sono vista persa, arrovellata, impantanata in quell’emozione che mi aveva travolto.
Ma dall’alto della “mia” isola, come per magia tutto ha preso un altro aspetto. Più leggero, tutto era meno grave e la via d’uscita è apparsa lentamente chiara.
Il trucco stava lì, osservare l’emozione da un luogo dove mi sento serena.
Già fuggivo spesso, spontaneamente, sulla “mia” isola, ma giravo le spalle al disagio immaginandomi a piedi nudi che mi allontano su una splendida spiaggia.
Fuggivo.
Questo mi dava un po’ di pace, ma il disagio rimaneva ingrandendosi. Non pensavo minimamente di poterlo affrontare da lì, osservandomi mentre vivevo il dolore. Da quel punto di vista, tutto era più chiaro e il risultato sorprendente.
Volavo alto.
Il distacco dall’emozione mi faceva recuperare la parte vera di me.
La lezione non era finita. C’era un senso comune che mi portava a farmi coinvolgere emotivamente anche solo per solidarietà, affetto, amore, amicizia forse anche per dovere. Ma in quel caso la solidarietà è risultata inutile, nociva. Da riconoscere.
Concedermi la possibilità di prendere distanza, è stato un atto d’amore verso me stessa che mi ha fatto recuperare l’equilibrio e di conseguenza il mio rapporto con gli altri. La mia apertura verso gli altri.
E lentamente tutto si allentava e tornava a scorrere.
Riconoscere il momento di prendere distanza sarà il mio prossimo impegno. Dovrò combattere contro il timore di essere considerata e di sentirmi egoista, menefreghista, o cinica. Evitando di giudicarmi e sentirmi giudicata.
Il mio equilibrio interno si riflette verso l’esterno.
Questa è la mia strada verso la crescita, verso la luce.
Mi rendo conto che si tratta di un percorso in solitudine…e un velo di malinconia mi avvolge. Sarà un nuovo aspetto da sviluppare.
Ringrazio chi mi ha messo in crisi, perché mi ha fatto arrivare a prendere coscienza della mia ricerca dell’equilibrio, dell’armonia, della pace interiore; rafforzandomi. Ringrazio il mio amico, che mi ha fatto capire il vero significato dell’incontenibile amore che provo per le “mie” isole, cioè un magnifico punto di osservazione. Da là, la mia vita qui, è più scorrevole e la crescita meno dolorosa.
E’ come se dei boccioli di rosa hanno deciso di sbocciare dopo una lunga attesa. La mia ricerca dell’equilibrio era istintiva ma non abbastanza forte. La cercavo ma non ne capivo l’importanza. Ora ho uno scopo: con l’equilibrio vivere l’evoluzione della mia anima. La crescita, la via per raggiungere la luce. Lo scopo della mia vita.
E’ bello rivedere davanti a me la luce, anche se fra alti e bassi.

e.e

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