cuore di luce

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La Bellezza

sabato, 21 aprile 2012

E un poeta disse: Parlaci della Bellezza.

Ed egli rispose:

Dove cercherete la bellezza e in che modo la scoprirete, se la bellezza stessa non è il vostro sentiero e la vostra guida?

E come potrete parlarne, se non è la tessitrice del vostro discorso?

L’afflitto e l’offeso dicono: “La bellezza è dolce e gentile.

Cammina tra noi come una giovane madre intimidita dalla sua stessa gloria”.

E il passionale dice: “No, la bellezza è qualcosa di potente e di terrificante.

Come la tempesta scuote la terra sotto di noi e il cielo che ci sovrasta”.

Lo stanco e l’annoiato dicono: “La bellezza è fatta di dolci sospiri. Parla nel nostro spirito.

La sua voce cede ai nostri silenzi come una debole luce che trema spaurita dall’ombra”.

Ma l’inquieto dice: “Abbiamo udito il suo grido tra le montagne,

E con questo grido ci sono giunti strepito di zoccoli, battiti d’ali e ruggiti di leoni”.

Di notte, il guardiano della città dice: “La bellezza sorgerà con l’alba da oriente”.

Al meriggio i lavoratori e i viandanti dicono:

“L’abbiamo vista giacere sulla terra dalle finestre del tramonto”.

In inverno, chi è isolato dalla neve dice:

” L’abbiamo vista danzare con le foglie d’autunno, e nei suoi capelli abbiamo veduto un turbine di neve”.

Tutte queste cose avete detto della bellezza,

ma in verità non avete parlato di lei, bensì di bisogni insoddisfatti.

E la bellezza non è un bisogno, ma un’estasi.

Non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa,

piuttosto un cuore ardente e un’anima incantata.

Non è un’immagine che vorreste vedere né il canto che vorreste udire,

piuttosto un’immagine che vedete con gli occhi chiusi, e il canto che udite con gli orecchi chiusi.

Non è la linfa nel solco della corteccia, né l’ala unita all’artiglio,

piuttosto un giardino per sempre in fiore e una schiera di angeli eternamente in volo.

Popolo di Orfalese, la bellezza è vita, quando la vita disvela il suo volto sacro volto.

Ma voi siete la vita e il velo.

La bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio.

Ma voi siete l’eternità e lo specchio.

(da Il Profeta di Kahlil Gibran)

“La luce della bellezza splende nell’interiorità dell’anima”

giovedì, 12 aprile 2012

Che vede dunque questa vita interiore? Appena risvegliata, essa non può veder bene gli oggetti risplendenti. Bisogna abituare l’anima stessa a vedere anzitutto le belle occupazioni, poi le belle azioni, non quelle che le arti eseguono, ma quelle degli uomini che diciamo virtuosi, e in seguito l’anima di coloro che compiono queste belle azioni.

Ma come si può vedere la bellezza dell’anima buona?

Ritirati in te stesso e guarda, se non ti vedi ancora interiormente bello, fa come lo scultore di una statua che deve diventar bella. Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce, finché nel marmo appaia la bella immagine. Fa tu pure lo stesso, leva il superfluo, raddrizza tutto ciò che è curvo, rimetti in luce ciò che è in ombra, lavora affinché tutta la bellezza risplenda in ogni sua parte, e non smettere di scolpire la tua statua, finché non ti si manifesti lo splendore divino della virtù e non veda la temperanza sedere su un trono sacro.

Plotino – Enneadi, I 6, 8-9

Jonathan Swift Somers

giovedì, 12 aprile 2012

Dopo che avete arricchito la vostra anima

fino al punto più alto,

con libri, pensieri, sofferenze, conoscenza di molte personalità,

la capacità di interpretare gli sguardi, i silenzi,

le pause nelle trasformazioni dei gran momenti,

il genio della divinazione e della profezia;

così che a volte vi pare di tenere il mondo

sul palmo della mano;

allora se, per l’affollarsi di tanti poteri

nella circonferenza della vostra anima,

l’anima prende fuoco,

e nell’esplosione dell’anima

il male del mondo viene illuminato e diventa chiaro;

ringraziate se in quell’ora di visione suprema

la vita non vi dà una suonata.

(da “Antologia di  Spoon River” di Edgar Lee Masters)

Gianni e Clotilde

venerdì, 10 febbraio 2012

Gianni sembra reticente quando bussiamo per entrare nella camera dove, seduto al letto della moglie, tiene strette le sue mani come se sentisse di doversene separare di lì a poco. “Un caffè lo prendo volentieri, però…” ci risponde. Così andiamo in cucina al secondo piano dell’hospice. Sento gravare un peso enorme sulle sue spalle e nel suo cuore. Nonostante il controllo negativo dei primi di dicembre sul tumore della moglie, dopo pochi giorni la situazione è precipitata ed ora la sua Clotilde è qui a San Felice a Ema. Molti dei parenti con i quali ho  avuto modo di parlare in questi tre mesi di apprendistato come volontaria File, non sembrano avere molto chiaro che il ricovero del malato, qui in hospice, avviene sempre quando purtroppo le possibilità di “cure” oncologiche sono ormai inutili. Talvolta sembra che non siano coscienti di questo, talaltra si sente che percepiscono la gravità del congiunto, a volte sono pienamente consapevoli che il loro caro/a è alla fine della sua vita. Qui la cura del malato cambia aspetto e si veste di tutt’altri panni. Anziché cercare di vincere il cancro, combatterlo, distruggerlo, spesso accanendosi fino all’ultimo su corpi ormai destabilizzati fisicamente e moralmente, si cerca di prendersi cura dell’anima del paziente e tutto assume nuovi connotati. Prima di tutto viene preso in considerazione il dolore dal quale il paziente viene sollevato il più possibile e laddove questo non è possibile  (ci sono forme tumorali molto aggressive e perciò molto dolorose) il primario dell’hospice, medico esperto in cure palliative, cerca di proporre al paziente la possibilità di una sedazione totale all’approssimarsi del suo fine vita. Discorsi pesanti questi, parole grosse, dolore infinito, ma quando ci sei senti che è proprio di questo che c’è bisogno: di sentirsi accolti totalmente, dalla possibilità  di poter sostenere il dolore, al riuscire ad accettare ciò che è, al ricevere un sostegno spirituale. Allora tutto cambia aspetto, il tempo non esiste più, la compassione si presenta alla porta e avvolge tutto e tutti,  si sente l’amore per la vita che è stata e per quella che sarà. Il personale dell’hospice, dai medici, agli infermieri, ai volontari si adopra spesso su richiesta del paziente anche per sostenerlo ed aiutarlo a recuperare rapporti sospesi o interrotti dall’impossibilità a gestirli. Ecco che accettare la morte significa per il paziente sentire il bisogno di riappacificarsi con i propri cari, anche e soprattutto con quelli meno amati. In fondo morire è un fare pace con se stessi e con il mondo interno a noi…..la dimensione del morente spicca in contrasto spesso con quella del parente, dell’amato, del congiunto che ancora non accetta, non si arrende e Gianni è uno di loro. Mentre beve il suo caffè e racconta del suo amore in età matura per Clotilde, ci dice che l’indomani andrà a Milano perché gli hanno parlato di una nuova cura. Vorrei abbracciarlo, vorrei sottolineargli la fortuna che ha avuto nel conoscere questa donna che gli ha cambiato la vita e dalla quale, proprio per questo, non  ne accetta  il distacco. Ma la lezione è proprio questa: attraverso l’amore di una donna lui si è riscoperto, è riuscito a “sentire” la vita, la stessa Vita che ora gli chiede di proseguire il percorso da solo. Gianni ora è spaventato, si sente solo, ha paura, le lacrime gli scendono sul viso, è un uomo giovane come sua moglie, è un professore di scuola, è un adulto ma le lacrime gli solcano il viso. Sento una stretta al petto, vorrei abbracciarlo e dirgli quanto Amore c’è ovunque… che non si disperi …che provi ad avere fede…..ma non posso parlare, sono lì per ascoltare e sostenere con la mia presenza (per me un grande sforzo e una grande lezione di Vita: Esserci senza Fare). Così con il groppo alla gola e le lacrime agli occhi lo abbraccio virtualmente mentre sento sopra di noi una grande energia di Luce, gli sussurro:“Le stia vicino!”. Clotilde ci ha lasciati dopo qualche giorno.

Mercoledì 18.1.2012

S.F.

p.s.: per privacy i nomi Gianni e Clotilde sono stati inventati.

Essenza

giovedì, 20 ottobre 2011

Libera la mente

apri il tuo cuore

affidati alla tua Essenza

e ascolta

cerca

fluisci e fai fluire

asseconda la tua Essenza

e oltrepassa il ciò che non è

stupisciti

e abbracciati

l’Essenza e l’Amore sono lì.

J.

20 ottobre 2011

L’alba

sabato, 11 settembre 2010

L’alba si è librata in cielo

le nuvole si rincorrono stanche

la luna è solo una piccola ombreggiatura

la luce si irradia

flette i suoi raggi

avvolge la materia

in un abbraccio eterno

tutto rifulge e abbaglia

la vita si manifesta

orgogliosa di tanta attenzione

e si illumina a sua volta.

Così è per l’anima

senza alcuna differenza

è sensibile alla luce

l’avverte e la desidera

per percorrere il suo ciclo interiore.

L’alba muta in un turbinio di colori

la capacità di vivere si trasforma in consapevolezza

la Luce è richiamata a sé

J.

11 settembre 2010

Amati!

lunedì, 6 settembre 2010

Poni l’attenzione su te stessa

affianca la Luce interiore

ascolta le parole che sgorgano dal cuore

accettale con la mente

lascia uno spazio libero

permetti all’invisibile di entrare nel visibile

mostra la tua vera natura

e aspetta…

le note cominceranno a fluire

entreranno nel profondo

e ti regaleranno grande sintonia

nell’animo e nei pensieri

tu ascolta…

vivila consapevole della sua forza

e aspetta…

quando tutto di te sarà percorso dal ciò che è

allora potrai agire

nell’azione distaccata tutto ha un fine

tutto ha un senso

gioisci di tutto ciò

allarga le braccia e il cuore

e Amati!

J.

5 settembre 2010

Miraggio

lunedì, 14 giugno 2010

Se potessi scriverti ancora

scriverei del tuo sguardo

e dell’estrema accoglienza che leggo dentro,

scriverei delle aspettative che cela

e non osa confessare a se stesso.

Scriverei della mia sofferenza

nel sentirmi guardata così,

come della sofferenza

di un disperso nel deserto

che brama, sospira e ammira

un’oasi di acqua

pur consapevole che si tratta

soltanto di un miraggio.

S.