cuore di luce

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La via della conoscenza

lunedì, 1 agosto 2011

DOCUMENTO RIASSUNTIVO DEL RITIRO A QUERCIANELLA  10-12 giugno 2011

OVVERO UN VADEMECUM  per la Vita

Dal titolo: “ LA VIA DELLA CONOSCENZA”

Punto 1:  “Chi sono IO?” – Io sono parte di Dio - Sono parte della Luce di Dio - Io sono l’Io sono, la Luce di Dio è amore.

Punto 2:  “Perché sono qui?” – Sono qui per ri-tornare alla Luce -

“Che cosa vuol dire?”- Attraverso un percorso di conoscenza io attivo un percorso di cambiamento in me stesso - “Come?” – Lavorando con l’Energia d’Amore io attivo il mio cambiamento - “Dove la trovo?” – Dentro di me, nel mio Cuore, entrando dentro di me ed accettandomi per chi sono e per come sono - Il mio lavoro qui, ora è quello di:

Punto 3:  ASCOLTARE ME STESSO: portando l’attenzione alle mie Emozioni, al mio Sentire (come e perché reagisco così rispetto a.., senza fuggire, entrando dentro la mia reazione). Accogliendo l’Emozione, l’accetto, la riconosco, la vivo, comprendo così che cosa mi sta accadendo. “Come vivere l’emozione?”- Con più distacco possibile: accogliere e non giudicare, né giudicarsi.

Punto 4: L’ ACCETTAZIONE  DI CHI SIAMO spesso viene stimolata da un evento scatenante, da una forte sofferenza interiore (fallimento, perdita, malattia…) che ci mette davanti ai nostri “limiti”.
Nella impossibilità di accettare se stessi si svelano difficoltà personali, limiti da affrontare, traumi da superare, condizionamenti da cui liberarsi. Difficoltà personali  da approfondire, su cui lavorare, un “prendere Coscienza” dell’importanza di “essere presenti a se stessi”.

Punto 5: L’IMPORTANZA DI ESSERE PRESENTI A SE STESSI. “Che cosa vuol dire?”  Vuol dire riconoscere i propri bisogni ed attivarsi per rispettarli.
Significa volersi bene e mostrarsi agli altri per come ci sentiamo dentro, “Qui e Ora”. Considerando la manifestazione una forza piuttosto che una debolezza. Svincolandomi dal passato, senza aspettative per il futuro.
Nel rendere conto solo a me stesso delle mie scelte, lascio liberi gli altri di fare le proprie. Significa Vivere con attenzione e con leggerezza, che non vuol dire vivere con superficialità, ma vivere in movimento fluido, continuo, possibilmente soffermandosi ma non fermandosi sugli accadimenti della propria vita.
Leggerezza è volare alti, prendere le distanze, distaccarsi, è accettare ciò che arriva. Essere generosi con se stessi: perdonarsi!!!
E’ prendere consapevolezza dell’Io sono.

Punto 6: Rispettandomi, volendomi bene, sviluppo la capacità di rapportarmi con amorevolezza agli altri, rispettandone l’individualità. Potrò così allontanarmi dal giudicarli e dall’avere aspettative nei loro confronti accettandoli per come sono: IMPARO COSI’ AD ASCOLTARE CON AMORE.

Punto 7: ESSERE CONSAPEVOLE DI FARE PARTE INTEGRANTE DEL TUTTO sarà il passo successivo, affinchè questo mi consenta di entrare in contemplazione con il Divino.

Legenda:

- Attenzione: osservare, cogliere, distinguere…

- Concentrazione:applicazione della mente/mi pongo delle domande/ essere presenti a se stessi, al proprio sentire….educarsi..

- Consapevolezza:avere preso coscienza di.., guardarsi senza identificarsi…ci rende consapevoli delle motivazioni delle nostre azioni.
Coscienza dell’Io sono, del proprio valore e dei propri limiti.

- Contemplazione:osservarsi con grande attenzione oltre lo sguardo. Dedico le mie energie a guardare “oltre”. L’incontro con il Divino, entro nel divino.

- Leggerezza: è accettazione (prendo quello che viene), distacco (volare alti sulle cose) e consapevolezza (il ricercatore spirituale sa che quello che arriva è quello che gli serve).

Testo scritto a cura di Fabrizio, Luana, Silvia e Paola.

Quercianella, 11.06.2011

Percorso individuale di spiritualità – Prana 2000- in occasione del ritrovo a Quercianella, giugno 2011

mercoledì, 22 giugno 2011

La curiosità e l’occasione di fare meditazione con un gruppo di persone, che condividevano già da tempo un cammino di spiritualità, mi hanno dato l’occasione di scegliere strumenti nuovi di conoscenza e di cambiamento.

All’inizio con la sola meditazione godevo di una sospensione piacevole e rilassata dalla mente, cioè dai pensieri “circolari” e inutili che mi opprimevano ma col tempo sono andata oltre.

Grazie al lavoro col gruppo e alla mia volontà ho sperimentato nella vita i messaggi celesti che a vario titolo arrivavano con la meditazione, con gli esercizi fatti sul cuore e utilizzando le nostre energie.

Il cambiamento è avvenuto quando mi sono accorta di avere un comportamento diverso con gli altri, anzi sono stati loro a dimostrarmelo interagendo con me su nuovi piani di vibrazione energetica. In quel momento la mente e tutta la mia persona erano attente al cambiamento e a ciò che sarebbe accaduto: ho provato cioè ad esercitare l’attenzione alla situazione che vivevo e alle persone coinvolte, prima di pensare e di agire, veicolando energia. Lo scenario è cambiato rendendo la comunicazione, che desideravo attivare, efficace e diventando io stessa consapevole delle mie risorse. Da questo episodio ho capito che è possibile diventare protagonisti del proprio cambiamento e quindi anche del proprio destino, basta esserne consapevoli e volerlo con fermezza. Riprendendo una frase che cito: “se un uomo è forte ma non sa di esserlo si comporterà sempre da uomo debole” posso dire per me che solo la consapevolezza di altre energie e potenzialità, abbinate alla volontà e al coraggio, mi hanno permesso di sperimentarle volendo davvero evolvere e sapendo cosa volevo raggiungere.

La sorpresa ha ripagato la paura e la diffidenza verso ciò che non conoscevo e che è venuto in mio aiuto al momento in cui ho prestato attenzione e l’ho cercato.

Liberare la mente, concentrarsi sul presente, convogliare le energie ed aprirsi agli altri sono stati gli strumenti che mi hanno resa protagonista e spettatore insieme di un evento, piccolo eppure importante della mia vita.

Altro esempio concreto di evoluzione è stato il rapporto con mia sorella.

Ad un certo punto l’ho lasciata libera di essere un individuo a sé stante, senza caricarla di aspettative o richieste di responsabilizzazione da parte mia. Ho potuto dare amore a lei senza chiedere nulla di ritorno ed è stato liberatorio per entrambe. E’ stato un clik e da quel momento il nostro rapporto si è evoluto in uno scambio più paritario, come se potessimo essere anche amiche, e più bello dal punto di vista affettivo come sorelle, perché svincolato dai ruoli che ci eravamo date.

Altri strumenti utili alla mia crescita sono stati i messaggi di J., veicolati da una persona del gruppo, che anticipavano accadimenti personali (come quello descritto nel messaggio su l’ attenzione, del 17 marzo 2010, richiamando altre forze energetiche); i consigli sul “mio doppio” in meditazione quindi il percepire che stavo cambiando e che dovevo accogliere con amore anche quei lati di me che mi spaventavano e che sono più oscuri, per riuscire magari ad integrarli. Importante più di altri il lavoro sul cuore e anche quello sulle nostre emozioni e sulla pulitura dei chakra, in particolare il mentale, l’astrale e la concentrazione sull’Ajna o terzo occhio.

La concentrazione e il mandare amore col cuore a persone, anche estranee, che incontravo nella quotidianità hanno attivato comportamenti di apertura e accettazione del diverso da parte mia e una modalità nuova di interazione.

In generale l’esito positivo è che sono riuscita ad essere più presente a me stessa e a quello che facevo, a sentirmi più centrata e ad ascoltarmi. Riesco talvolta, anche se con grande sforzo, a staccarmi dalle emozioni negative degli altri e a seguire la mia strada, persino a non giudicarmi, cosa per niente facile! Ho qualche strumento in più per controllare la mente ed arginare il pensiero negativo.

Ma la cosa più importante di tutte è che ho vinto la sfida iniziale del gruppo, scegliendo un cammino di evoluzione di me stessa, lo posso dire perché lo vivo sulla mia pelle e cerco di ricordarmelo in tutte le occasioni che la vita mi offre.

Questo non significa che sia facile anzi tutt’altro ma adesso almeno mi sono presa la libertà e la responsabilità di agire, quindi anche di sbagliare pagando sulla mia pelle le scelte e facendone tesoro.

Con amore alle persone che mi sono vicine e che, con il loro esempio, mi stanno aiutando.

Valentina

Risposta a creatività

mercoledì, 13 ottobre 2010

Grazie dell’invio del programma, vedo con piacere che c’è anche una serie di incontri sulla creatività ai quali tu avrai già pensato di partecipare, suppongo…..
Beh! spero proprio di si perché sento che quello che ti è accaduto con il cellulare anche ieri mattina sia davvero un richiamo a te stessa, come diceva anche Fabrizio ieri.
Il cellulare rappresenta il collegamento con il mondo esterno e la possibilità di agganciarsi agli altri o di farsi agganciare attraverso le loro chiamate. Una sorta di richiamo all’ordine delle cose e al senso del dovere.
Può darsi davvero che ti serva integrare altro alla tua vita quotidiana familiare, amichevole e amorosa (da poco ritrovata).
Può darsi che tu abbia bisogno di ritrovare un contatto creativo con la Paola che è dentro di te, con la tua vera essenza,
che non appartiene e non somiglia e non trova identificazione in nessun altro che in se stessa. Con tutto il rispetto e l’amore per tua figlia, per i tuoi genitori, per il tuo “moroso”, per gli amici, per noi del gruppo, per il Cielo e per le nostre guide. Tutto importantissimo e fondamentale nella vita di ognuno.
Ma c’è un aspetto interiore ben più profondo che non si ricollega a nessuno di questi se non solo a te stessa e alla tua gioia per la vita;
ed è, per me, la luce della tua essenza che ti chiede di uscire, e che potrà manifestarsi proprio e soltanto attraverso qualsiasi attività creativa, appunto. Vedi Paola secondo me noi umani non siamo e non possiamo essere solo spirito e spiritualità. Come non possiamo e non dobbiamo identificarci solo nella vita pratica e quotidiana, né tanto meno nei rapporti affettivi anche se questi ci insegnano a crescere. Prima di prendere in considerazione tutti questi aspetti della vita e le possibilità intrinseche, avremmo il dovere verso noi stessi di esprimere la nostra creatività, la nostra modalità di creare cioè di esprimere noi stessi attraverso un canale. Sia esso artistico, culinario, teatrale, canoro, botanico…..io credo che sia creativo esprimere la nostra fantasia e il nostro desiderio di fare attraverso qualsiasi canale. Per me essere creativa è fare una torta che io ritengo particolare, è realizzare una copertina a maglia per mia nipote, è aver recitato sul palco di un teatro, è cantare sotto la doccia, è mettere una musica di Michael Jackson per ballarmela senza che nessuno mi veda, è riuscire a far crescere una piantina senza farla seccare, è mettermi alla macchina da cucire e riuscire a riadattarmi una camicetta, è realizzare una collana con le perline, è scegliere un colore diverso tra i miei abiti a seconda dell’umore, è scrivere una poesia…..
Creatività per me è lasciare che qualcosa da dentro di me esca e diventi espressione attraverso una modalità che solo io posso aver deciso. Non occorre essere preparati o imparati, è necessario ascoltarsi e sentire cosa ci attira e pian piano, sperimentando, sentiamo di arricchirci lasciandoci esprimere. Mi permetto di invitarti ad ascoltare la tua voce creativa, nel silenzio o attraverso qualcosa che vedi o che ti suscita emozione, che ti colpisce…e prova, prova, prova, qualsiasi cosa, in qualsiasi campo, sperimenta, buttati, mettiti in gioco con la pancia, solo con la pancia, lascia per un attimo in sospeso cuore e spirito, e ascoltati solo dall’ombelico in giù, è il ventre che crea ricorda……..
Ti voglio tanto bene Silvia
12 ottobre 2010

Creatività

mercoledì, 13 ottobre 2010

Ieri mattina, a lavoro, mi è caduto il cellulare nel wc. Vani i soccorsi di recupero ma almeno la scheda si è salvata. Questa volta però la fine è stata eclatante, più significativa del cadere in terra.
Questo è il terzo cellulare che va in tilt nell’ultimo anno, gli altri due mi erano caduti spaccandosi irrimediabilmente. Le dinamiche e i risultati sono gli stessi anche se negli ultimi casi i tempi si sono ristretti.
Lunedì scorso abbiamo parlato dei pensieri quali strumenti determinanti per la vita e la consapevolezza. Abbiamo anche letto nel libro del karma che possiamo renderci consapevoli non solo nel pensare ma anche nel capire perché certi fatti ci succedono e continuano a succederci.
Dunque l’acquisto del quarto cellulare mi ha per forza di cose indotto a fermarmi sul perché è successo e su qual è il messaggio/lezione che ancora non ho compreso.
Ieri sera ho chiesto consiglio ai tarocchi e le carte come sempre sono state precise. Mi hanno consigliato la creatività, la fecondità, il benessere materiale come donna, figlia, madre e compagna per arrivare ad avere forza di carattere, maggiore autocontrollo e a credere in me stessa. Come ultimo consiglio, quello di applicare le conoscenze spirituali, l’intuito.
Le carte mi dicono anche che nell’applicare invece decisioni non eque e il non equilibrio si arriva a una situazione instabile, alla ruota, alla ciclicità degli eventi del karma, dico io, e quindi al ripresentarsi delle stesse situazioni che non abbiamo ancora capito e che ritornano inesorabilmente.
Non avevo comunque ancora chiaro il cosa fare. Poi c’è stata la meditazione serale con il gruppo, prima di iniziare avevo chiesto un aiuto, un messaggio che mi facesse capire ulteriormente, e quando ero sul masso era come se ne fossi avvolta, guardavo il masso ma lì non c’ero più, non so dove ero, ma la sensazione è stata di riappropriarmi di me stessa. Stavo bene, serena e rilassata.
Alla fine ho parlato con M. perché voleva dirmi una cosa, aveva letto la lettera scritta ai miei genitori e gli era venuto in mente che le parole arrivate durante lo scambio di amore da cuore a cuore fatto alla Sambuca non fossero per lui ma per me. Le parole erano: La vita è tua. Tu hai la vita.
Anche stamattina ho chiesto lumi, e nel messaggio di J. si parla di azione creativa, di pensieri e azioni attive… e alla fine ho capito la lezione dei cellulari rotti, delle prime pagine del libro letto insieme, delle carte e di tutti gli altri aiuti che sono arrivati.
Naturalmente vale per me, però penso sia utile il confronto e la condivisione con il gruppo proprio perché si tratta di esperienze comuni di vita.
Il mio “divenire”, legato soprattutto alla vita materiale, lo posso creare, senza stare ad aspettare, senza farmi travolgere dalle situazioni non ancora chiarite, istruendo i miei pensieri e le mie azioni per cercare di arrivare, attraverso l’equilibrio tra mente e cuore, a ciò che voglio nella vita, alle soddisfazioni familiari, lavorative, sentimentali etc.
C’è tanto da lavorare…pensando a un’immagine vedo un pergolato… i fiori sono i desideri, i pensieri positivi e le azioni da mettere in pratica nella mia vita terrena.
P.
30 settembre 2010

Voglio andare avanti

mercoledì, 6 ottobre 2010

4 anni fa precisi sono entrata a far parte di un gruppo di persone che mi hanno cambiato la vita.
Non sono una ragazzina, anzi, e la mia vita l’ho vissuta normalmente, mi sono fatta una famiglia, ho avuto un lavoro che mi ha dato soddisfazioni, ho portato avanti casa, lavoro, marito e figlio, credevo di aver fatto tutto, credevo che la mia vita fosse tutta li, credevo di averla accettata.
Dopo diversi anni (31), intanto mio figlio si era creato la sua famiglia, eravamo rimasti in 2, io e mio marito, bene, potevamo fare gli sposini, io ero andata in pensione, la casa tutta nostra, quante cose si potevano fare!
Ma non avevo mai pensato a mio marito veramente, io ero la protagonista, io decidevo, io volevo, io, io, io, poi non mi bastava più niente, la casa più grande, più svaghi, non mi andava bene più niente, ma allora come avevo fatto a passare tutti quegli anni?
A cambiare tutto ci ha pensato mio marito, proprio cosi, lui che non ha mai fatto niente di strano, lui che mi ha sempre seguita, ad un certo punto ha detto basta, e lo ha fatto con il tradimento.
L’ho scoperto, e non ha fatto niente per negarlo e a quel punto mi è crollato tutto addosso.
Non ero più niente! Finita! Distrutta! Fallita!
Che fare? Andare via da quella casa, tanto non la volevo più, ma dove andare? Volevo una casa più grande e mi sono dovuta accontentare di 35 mq!
Ma cosa sarebbe stata la mia vita? Ero sola e la solitudine è inaccettabile, (lo era).
Non avevo più voglia di niente e vivevo nel passato, mi sfogavo con mio figlio, lui mi è stato vicino ma aveva la sua famiglia, ho trovato nuove amicizie, ho fatto qualche viaggio, tutto bellissimo, ma in ogni momento tornavo al mio passato, per me non esisteva un futuro e quello che è peggio non esisteva un presente.
Ma forse tutto quello che stavo passando era solo colpa mia? Mio Dio io avevo scatenato tutto. Ero io che non andavo bene, perchè se anche le nuove amicizie non avevano funzionato voleva dire che io avevo qualcosa che allontanava le persone, ecco perchè mio marito ora stava bene con un’altra donna.
Due anni dopo questo mio stato di vera disperazione, decisi di andare a Santiago di Compostela, ho fatto un pezzo del cammino e durante questo pellegrinaggio mi chiedevo cosa potevo fare per uscire da quella situazione, non potevo pensare di andare avanti così, non era possibile.
Poi qualcuno mi parlò di un gruppo di persone che si riunivano per fare delle meditazioni, perchè non provare?
Così un sabato pomeriggio sono andata da sola, sono entrata in una stanza e mi ricordo che notai subito delle persone diverse da quelle che avevo frequentato fino a poco tempo prima.
E’ iniziato così il mio percorso interiore, arrivando un sabato pomeriggio a conoscere qualcuno che mi avrebbe salvata.
Da essere stata una persona piena di sensi di colpa, di vivere nel passato e di ricordi, di non apprezzare il presente, di non piacersi affatto e di cercare solo commiserazione dagli altri, molte cose sono cambiate.
Se mio marito non avesse fatto niente, io avrei continuato a fare quello che avevo sempre fatto, e ora vivrei una vita piatta, non avrei mai conosciuto quello che sto facendo ora e la Roberta di ora non sarebbe mai venuta fuori.
Non è stata colpa mia quello che è successo, è stato quello che doveva essere, la mia vita doveva cambiare ed è cambiata!
Ora sono passati 4 anni. Io ho fatto tante cose nuove, ho scoperto un mondo nuovo, non cerco più una casa grande, sto bene anche in 35 mq (anche se sono veramente pochi), sto bene anche da sola, a volte cerco proprio di stare da sola, mi serve per riflettere su qualcosa, su me stessa, per fare una meditazione, per scacciare i pensieri, per farli fluire e andare via.
Quello che mi fa piacere è che le persone che conosco ora stanno bene con me e che quelle che già conoscevo mi trovano cambiata, qualcuno mi ha detto “ma te cosa hai fatto? Hai un’espressione diversa, più serena, non ti ho mai visto cosi”.
Oppure mio marito, già proprio lui, che adesso quando ci vediamo mi dice che io sono l’unica persona con cui può parlare, che sono il suo appoggio, che non lo devo abbandonare, che ha bisogno di me e che quello che ha fatto è stato un grosso errore, si pente di quello che ha fatto, ma che però lui in me ha trovato una persona diversa e ora con me sta bene.
E’ un periodo che mi stanno capitando delle cose non proprio positive, però cerco di superarle, andranno a posto, poi ci sono problemi familiari, alcuni non importanti, altri più gravi, ma li affronto con meno ansia, magari chiedendo aiuto, perchè ora io ho una grande ricchezza, ho imparato a conoscere l’energia.
Ognuno di noi ha la sua strada, io ho imboccato la mia, qualcuno mi ha dato l’indicazione giusta e su questa strada ho incontrato persone meravigliose che mi hanno accolto senza chiedermi niente e mi hanno dato la possibilità di iniziare a cambiare.
Vorrei fare tanto di più, vorrei dare io a mia volta aiuto a chi ne ha bisogno, come io l’ho avuto, ho tanta strada da fare, la voglio fare, non mi voglio fermare, voglio andare avanti.
Roberta
4 ottobre 2010

Lettera ai miei genitori

sabato, 18 settembre 2010

“I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacché le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacché la vita non indietreggia né s’attarda sul passato…” (Il Profeta – K.Gibran)

Cara mamma e caro babbo,

ho voluto in questa lettera riportare questa bella citazione di un grande maestro che è Gibran, con il cui pensiero mi sento affine, affinché possiate capire meglio come la penso.

Le agitazioni e le arrabbiature di questi ultimi giorni le sento lontane, ormai fanno parte del passato, ci siamo scusati per le pesanti parole dette perché in quei momenti la rabbia aveva preso il sopravvento. Succede, ma è stata necessaria visto che ci ha portato momenti di riflessione.

Probabilmente anche voi avete provato la mia stessa impotenza nel constatare che i propri pensieri venivano calpestati e non apprezzati solo perché non rientravano in quello che volevamo l’uno dall’altro.

Più di una volta mi avete detto che quello che pensavate era giusto per me, che lo facevate per il mio bene.

Sento questo bene, è tangibile in tutto quello che fate per me, mi sono però anche sentita privata della mia libertà di persona adulta, di poter pensare e agire con la mia testa, di accettare le sconfitte e le vittorie che ho maturato.

Le reazioni che ho avuto domenica sono scaturite dal fatto che mi sono sentita un animale in gabbia.

Comprendo che i figli vengono considerati sempre degli eterni bambini, ma non è giusto considerarli così, perché non lo sono affatto, sono solo persone come tutti gli altri.

Io credo che i figli debbano crescere con le loro forze ed essere aiutati proprio in questo e chi meglio dei genitori può farlo?

Noi abbiamo un compito importantissimo, nevralgico e nel permettere al proprio figlio di crescere permettiamo che questo faccia le proprie scelte e si assuma le proprie responsabilità.

Per questo rivendico l’interezza dei miei pensieri e delle mie azioni, qualunque esse siano, accetto i vostri consigli, e vi ringrazio per avermeli dati, ma poi voglio farmi carico delle decisioni prese, giuste o sbagliate che siano, assumendomi tutta la responsabilità.

Solo così mi sento libera di vivere la vita, di sentirmi viva, forte del fatto, come dice Walsch, che “la mia gioia è nella tua libertà, non nella tua acquiescenza”.

So che ci siete, che mi date amore e che siete sempre disponibili ad aiutarmi e di questo ve ne sono infinitamente grata, però sforziamoci ad aprire maggiormente i nostri cuori per meglio entrare in sintonia l’un l’altro, ad accettarci per così come siamo e ad aiutarci senza giudicare le reciproche scelte.

State tranquilli, non vi preoccupate per me, non ho perso la testa, anzi, ho i piedi ben appoggiati a terra come non mai, tengo conto di quanto mi dite, come ho fatto fino ad oggi, come spero domani farà mia figlia con me, però le scelte devono essere solo mie, perché è a me stessa che devo rendere conto di quello che faccio.

Datemi il vostro amore, ne ho sempre bisogno, ma lasciatemi libera di vivere quello che io sento.

Vi voglio un mondo di bene, un bene infinito…

P.

17 Settembre 2010

Estate 2010

martedì, 14 settembre 2010

Un estate costellata da sensazioni, percezioni, visioni inaspettate e “coincidenze”.

L’estate ha avuto un aspetto nuovo quest’anno. In precedenza, dopo un inverno di intenso “lavoro” con il gruppo Prana 2000, la sospensione degli incontri era quasi una necessità. L’estate rappresentava un periodo di “vacanza”, dopo mesi di impegno nel tentativo di trovare più stabilità nel mio equilibrio interiore.
Invece durante questa estate rovente, nonostante avessi quasi smesso le meditazioni mattutine, il mio contatto con il cielo e la parte più profonda di me, è rimasto costantemente attivo. Mi sono spesso ritrovata a conversare di Luce, energia e meditazione con amici e conoscenti che in precedenza si erano dimostrati lontani da questi argomenti, come se ne avessero un inaspettato bisogno che però temevano. In genere parlo solo con persone con cui so di poterne parlare con disinvoltura, ma con mio grande stupore ne ho parlato con molte persone, e ho persino guidato una meditazione (quella “dei cinque sensi nel prato e il ruscello”) in spiaggia ad un gruppo di parenti della ragazza di mio figlio.
Ma non solo ho condiviso argomenti spirituali con la gente più disparata, ho anche sentito, in molte occasioni, la presenza attiva dei miei maestri.
Ogni volta che avevo qualche dubbio ho spontaneamente continuato a chiedere, ricevendo sempre delle risposte. Anche quando chiedevo in modo inconsapevole ricevevo risposte, sentendomi aiutata.
In un momento di sconforto ed incomprensione con mio marito, mentre con le lacrime agli occhi gli spiegavo il mio stato d’animo in quel momento causato dal suo comportamento, nonostante mi desse ragione, non riusciva a consolarmi rimanendo occupato con se stesso. Il mio sconforto aumentava, quando mi arrivò un SMS sul cellulare. Svogliatamente presi il telefono per vedere chi mi manda un messaggio proprio in quel momento e lessi: Rolando, un mio caro compagno di scuola con cui ogni tanto ho ancora contatto nonostante viva da trent’anni nel Veneto. Premendo ancora il tasto lessi:
“ciao cuore illuminato come stai?”;
A quel punto mi viene proprio da singhiozzare.
Qualcuno vedeva la mia luce, il mio compagno in quel momento no. Ma il mio cuore si irradiò di gioia. Mentre piangevo e ridevo contemporaneamente, me ne andai in bagno. Dopo un attimo di raccoglimento davanti allo specchio e una doccia rinfrescante, riuscii a prendere distanza da quello che io pretendevo da mio marito e che lui non poteva darmi, lasciandolo libero di essere come è. Trovai delle risorse dentro di me invece di cercarle in lui, riuscendo a riconquistare il mio prezioso equilibrio.
“Nulla è per caso”, tanto meno quel SMS. Non la voglio chiamare coincidenza. Il Cielo mi è venuto in aiuto.
Qualche giorno prima, mi ero ritrovata a guidare una meditazione in spiaggia ad un gruppo composto da adulti tra i 30 ed i 45 anni e ragazzi tra i 10 e i 21.
Ci trovavamo su una bellissima spiaggia della Sardegna. Una delle mamme leggeva a voce alta un libro: “Ogni sintomo è un messaggio” (di Claudia Rainville ) che parla di sintomi come campanelli d’allarme riconoscibili come disagi. Conoscevo quel libro ed ero curiosa di vedere come quelle persone avessero reagito a quelle teorie. Dal libro è chiaro che le tensioni emotive possono causare delle malattie. Ma come se non bastasse, la mamma che leggeva si rese conto che di tensioni ce ne erano e propose di … “guidare un viaggio”. Lei mi raccontò che aveva esperienze di quel genere con i bambini a cui fa visualizzare luoghi immaginari, per farli rilassare.
Era chiaro che delle tensioni avevano seguito i presenti anche in vacanza e la voglia di rilassarsi era tanta.
Partecipai anch’io a quel “viaggio” e devo dire che mi trovai subito in luoghi magici con molto piacere.
Al “viaggio” non avevano partecipato alcuni dei ragazzi della compagnia perché in quel momento erano a fare un bagno in mare, perciò chiesero a gran voce il bis, gradito anche da chi aveva già “viaggiato”. Il bis fu affidato a me. Così un folto gruppo di persone, all’ombra di sette, otto ombrelloni, era disteso in attesa che li portassi a fare un viaggio “lontano”… semplicemente dentro di se.
Il mio pensiero andò subito a Fabrizio, fondatore del Prana 2000, colui che mi ha insegnato questa meditazione. E pensai che non mi sarei mai immaginata di trovarmi a guidala così, per caso. Ma nulla è per caso, ed ero lì collegata tra cielo e terra a disposizione di quelle persone.
Ero molto contenta, anche perché sentivo forte il filo conduttore della mia ricerca che andava avanti anche se il gruppo del Prana era in “vacanza”. Nessuna interruzione. Anzi nuove entusiasmanti esperienze.
Guidai serenamente la meditazione portando il gruppetto a rilassarsi, a svuotare la loro mente e a cercare risorse nascoste. Furono soddisfatti dall’esperienza vissuta, si sentivano bene ed erano vogliosi di raccontare quello che avevano “visto” e provato.
Ora finite le ferie si avvicina una nuova stagione lavorativa per me, faticosa e non priva di stress. Ma avendo sentito chiaramente una continuità del mio contatto con il Cielo mi sento ottimista, e considerando che sono a conoscenza di preziose tecniche via via acquisite, la sfida a mantenere il mio equilibrio interiore, è sempre più stimolante.
Amo la vita.
Elvira
Settembre 2010

Luce e Vita

lunedì, 24 maggio 2010

Sono stata recentemente ad un seminario, ma sia le persone presenti che gli argomenti trattati mi hanno fatto riaffiorare un certo disagio dovuto al senso di inadeguatezza e di inferiorità che ultimamente stavo vivendo anche sul lavoro.

Mi sono ricordata allora delle parole che durante la meditazione di inizio maggio avevo ricevuto:

Accettare senza riserve

Accettare le cose come stanno e viverle

Non pretendere, ciò che hai è abbastanza

Non mollare

Lasciati andare e vedrai

tanta roba, che all’inizio non ho compreso bene fino in fondo, nel frattempo sono arrivati anche tutti i messaggi dell’attività di apertura del cuore di J., ho cercato allora di trovare le risposte ai miei disagi.

Ho trascritto sui post-it le parole che mi sono state dette, proprio per fissarle dentro, per averle davanti agli occhi e leggerle… e durante la meditazione mi è arrivata forte la sensazione che la mia missione, il mio lavoro principale, la mia realizzazione, lo scopo della mia vita è di andare nella Luce, l’ho sentito prepotentemente, adesso mi è molto più chiaro…

Mi ritornano in mente le immagini di diversi anni fa quando, durante una meditazione in un posto speciale, chiesi anche qual’era lo scopo della mia vita e vidi una donna dai lunghi capelli biondi che con le braccia alzate e tra le mani un oggetto rotondo andava verso la Luce…ero io…salivo in Cielo con i capelli scompigliati dal vento…

Quella è la mia direzione…le mie energie dirottate verso quel cammino… e trovo conferme anche nel messaggio del 15 maggio “l’inutilità dell’azione (verso il ciò che non è) trasformata a proprio vantaggio”…e riconosco le sensazioni che negli ultimi giorni mi hanno accompagnata sia a lavoro, in famiglia e per ultimo al seminario cui ho partecipato…

Essere del mondo e non appartenergli…

Mi sento in questa dimensione…non gli appartengo perché il mio percorso è un altro, le mie finalità sono altre… e il forte senso di disadattamento e di inferiorità che ho provato voglio cercare di trasformarlo a mio vantaggio, perchè io appartengo alla Luce…

“Accettare senza riserve” mi è stato detto…mi commuovo e piango, questa nuova consapevolezza mi arriva nel profondo, la sento tantissimo, entra nelle cellule del mio corpo ed esplode, esplode la Luce…esplodo nella Luce…sento un Cuore di Luce dentro di me…

Però mi succede una cosa particolare, mi accorgo che dopo aver provato queste forti sensazioni c’è qualcosa che non va, non sto bene a livello interiore, ed anche fisicamente si fanno avanti dei sintomi che ben conosco, mi sento in sofferenza…

Non capisco, sono cosciente di aver provato delle bellissime emozioni, ma la loro durata è stata così breve che poi quando sono rientrata nel mondo, nella vita di tutti i giorni ho trovato tanta differenza, tanta separazione…tra quella e questa vita…

L’impeto di quei momenti era alle stelle ma poi si è sfumato…tutto è rientrato e questa doppia dimensione non mi fa stare bene, non mi fa stare tranquilla.

E allora mi chiedo: perché sto così? Cosa non ho ancora capito?

Rifletto sul fatto che probabilmente tendo a considerare la Luce e la Vita una doppia dimensione, anzi due dimensioni separate, ne esalto una (la Luce) senza fare altrettanto con l’altra (la Vita).

Ritorno allora alle parole arrivate “Accettare le cose come stanno e viverle” ed ancora “Non pretendere, ciò che hai è abbastanza”…

Anche il messaggio del 17 maggio mi viene in aiuto, è proprio il vivere la vita il nostro mezzo per arrivare alla Luce… attraverso l’attesa del divenire che altro non è che la vita stessa…

Quindi è la Vita che mi porta nella Luce, è il vivere ogni istante, le piccole cose, le piccole meraviglie, le difficoltà, le interazioni con gli esseri viventi, un fiore, un luogo, un sorriso, l’amore…Vita e Luce… insieme e in equilibrio…

Ora che forse ho capito un po’ di teoria mi aspetta al varco la pratica…

P.

23 maggio 2010